lunedì 10 agosto 2020

Acquamotricitá neonatale e prenatale: come aiuta.

 

L'acqua é uno degli elementi essenziali per lo sviluppo,la nascita,la crescita e l'esistenza di ogni cosa.

Senza acqua non c'é vita.

Il feto vive 9 mesi immerso nel liquido amniotico.
Quando il bambino nasce inizia a respirare,per qualche settimana ha tutti i cosí detti muchetti da espettorare che non sono altro che residui del liquido in cui ha vissuto per nove mesi.

L'associazione Salute e Benessere promuove anche il rapporto con l'acqua tramite attivitá di acquamotricitá sia neonatale che prenatale.
In relazione al suo obiettivo di tutela e unione familiare,promuove le immersioni del neonato   per  favorire la fiducia che solo i  genitori possono dargli.

Le mamme con i pancioni,invece, facendo attività in acqua si confrontano con essa,la sperimentano :

💙 come elemento di rassicurazione,attivando endorfine che mandano messaggi di tranquillitá e rilassamento anche al proprio cucciolo;


💙 per tonificare il corpo e renderlo piú elastico.
In acqua tutto diviene piú fluido.

I neonati ri-scoprono e ricordano l'elemento in cui sono stati immersi per mesi,l'acqua,che rappresenta anche le nostre emozioni.

Perché l'apnea?

Il riflesso dell'apnea rimane fino ai 3 anni circa.
Per questo é consigliabile fare acquaticitá neonatale dai due mesi ai 3 anni circa.

Ricordo con dolcezza tutte le immersioni fatte con Noah! Il mio pesciolino.

E quello che mi stupí e che mi stupisce tutt'oggi é vedere quanta coordinazione abbiano tutti questi piccolini nel nuotare serenamente sott'acqua!!!


Nella coppia...

Sono andata in piscina pochi giorni fa ed ho avuto il piacere di osservare tutte le mamme,tutte le coppie con i propri pesciolini.

Acquaticitá é anche un rinnovare costante della complicitá della coppia ora rinata come nucleo madre/padre bambino.
Quando ho visto tutte quelle coppie,tutti quei papá a bordo piscina cantare "la bella lavanderina" immergendo tutti questi fagotti in acqua mi sono commossa.


 La testimonianza di Fabiana:

"Sono molto contenta di seguire l'associazione perche presenta sempre novitá per noi genitori e ci fa stare tranquille in questo percorso nuovo soprattutto per chi è alle prime armi.
Salute & Benessere è un punto di riferimento.

Ho seguito il corso "In attesa di te" e,dopo il parto, "Io con te" . 

Ora sto seguendo il corso di acquaticitá neonatale ed è davvero bello!
Mi ha aiutata molto perchè noi a casa abbiamo la piscina quindi quello che impariamo in acqua lo mettiamo in atto,poi, a casa.
Oggi,prima di venire qui, Elualia si era addormentata ed io l'ho svegliata.
Voleva continuare a dormire ma non appena ha sentito che saremmo dovute venire in piscina ha iniziato a sorridere  contenta.
Non ha paura dell'acqua ed è un pesciolino e ne sono davvero felice!!!"


Acquamotricitá prenatale e neonatale continuerá per tutto il mese di Agosto.

Non perdete questa occasione!

Vi lascio qualche foto dei nostri pesciolini ❣️


Da 𝑴𝒂𝒎𝒎𝒂𝑯𝒖𝒍𝒌 é tutto ❣️













sabato 8 agosto 2020

INSALATA DI RISO CON CECI, FETA E DATTERINO GIALLO - ALIMENTAZIONE SANA

 Ciao a tutti! Eccoci con una nuova ricetta fresca, estiva quindi comoda anche da portare in spiaggia!

Ricetta light ed adatta a tutta la famiglia e soprattutto è ottima per la donna in gravidanza e in allattamento. 

INGREDIENTI x 3 persone

250gr di riso

150gr di feta greca

180gr ceci 

Pomodorino giallo q. B. 

Basilico q. B. 

2 zucchine grandi 

Sale q. B. 

3 cucchiai di olio extra vergine di oliva


PROCEDIMENTO 

Iniziamo col cuocere il nostro riso, quindi, portiamo l'acqua a bollore, la saliamo e cuociamo il riso per 20 min, dopo di che, lo scoliamo e lasciamo raffreddare.

Intanto, tagliamo le zucchine a rondelle e le grigliamo per circa 5 min per lato. 

Fatto ciò, io ho utilizzato i ceci in barattolo, quindi metto i ceci (privi di acqua) nel contenitore con il riso raffreddato.

Tagliamo i pomodorini gialli e li condiamo con un cucchiaio di olio, sale, basilico e li uniamo al riso. Adesso, aggiungiamo al riso, le zucchine grigliate e la feta greca tagliata a cubetti.

Aggiungiamo 2 cucchiai di olio extra vergine di oliva, aggiustiamo di sale e possiamo aggiungere a piacere altre foglie di basilico o un po' di erba cipollina. 

La nostra insalata di riso è pronta per essere servita oppure per essere portata al mare e gustata ad ora di pranzo 😋

Alla prossima ricetta, Simona❤️

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giovedì 30 luglio 2020

POLPETTE DI RICOTTA, ZUCCHINE E MENTA - ALIMENTAZIONE SANA




Ciao a tutti! Eccoci con una nuova ricetta adatta alla donna in gravidanza e allattamento ❤️
Ovviamente Light quindi adatta a tutti💪

INGREDIENTI x 3 persone
350gr di ricotta di mucca
2 zucchine medie
Foglie di menta a piacere
Basilico q. B.
1 uovo
2 cucchiai di pan grattato
Sale q. B.
3 cucchiai di olio d'oliva

PROCEDIMENTO

Inziamo con grattugiare le zucchine in una ciotola capiente. Possiamo utilizzare la grattugia con dei passanti un po' più grandi o semplicemente una mandolina.
Dopo di che, uniamo la ricotta e schiacchiamo con una forchetta il composto. Uniamo poi, 1 uovo, qualche foglia di menta e di basilico, sale, 3 cucchiai di olio ed impastiamo con le mani fino ad avere una consistenza cremosa ma omogenea e malleabile.

Prepariamo un foglio di carta forno sulla teglia e pre riscaldiamo il forno a 200°C.

Distendiamo sul foglio di carta forno i due cucchiai di pan grattato e poniamo al di sopra le palline fatte con il nostro composto di ricotta.

Lasciamo in forno ventilato per 15 min e poi cambiamo impostazione a grill per 5 min sempre a 200°C.





lunedì 20 luglio 2020

KEFIR MILK REGOLATORE INTESTINALE - ALIMENTAZIONE SANA

Ciao a tutti! Eccoci con una nuova ricetta super veloce e light.






Oggi prepareremo una colazione ricca di fermenti lattici e probiotici che aiutano a regolare l'intestino.

INGREDIENTI
200ml di kefir milk
Ghiaccio
1 banana matura
1 kiwi
4 prugne

PROCEDIMENTO
Iniziamo con il kefir! Possiamo farlo a casa o comprarlo al supermercato.
Per prepararlo a casa servirà il kefiran o granuli di kefir ovvero polisaccaridi ricco di colonie di batteri e lieviti che dovranno essere immersi nel terreno di coltura, ovvero, il latte vaccino o vegetale e lasciar fermare tutta la notte.
Il giorno dopo basta schiacciare questi granuli con un colino e abbiamo ottenuto il nostro yogurt probiotico naturale.

Molto più semplicemente troverete le bottiglie di kefir pronto al supermercato!!

Una volta ottenuto il kefir abbiamo bisogno di un bimby e inseriamo nel boccale 200ml di kefir, 1 banana a pezzi, 1 kiwi e le 4 prugne, ovviamente tutto sbucciato e a pezzi.

Frulliamo alla massima velocità per 90s ed abbiamo ottenuto il nostro yogurt probiotico con proprietà di regolatore intestinale.
Alla prossima ricetta ❤️simona

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mercoledì 8 luglio 2020

FIORI DI ZUCCA RIPIENI - ALIMENTAZIONE SANA

Ciao a tutti! Eccoci con una nuova ricetta Light ma buonissima😋
Da inserire in tutti i piani alimentari!!

FIORI DI ZUCCA RIPIENI AL FORNO

INGREDIENTI
fiori di zucca q. B.
250gr di ricotta di mucca
2 cucchiai di pan grattato
Olio
Sale
Erba cipollina
Basilico

PROCEDIMENTO
Per prima cosa puliamo i fiori di zucca sotto acqua corrente.
Dopo di che, prepariamo il nostro ripieno di 250gr di ricotta di mucca, mescolandola con un po' di erba cipollina tagliata finemente e un po' di basilico.

Riempiamo i fiori di zucca con la ricotta e li disponiamo sulla nostra teglia. Una volta finito il ripieno, se sono avanzati fiori di zucca, disponiamo anche loro sulla teglia.
Condiamo con 2 cucchiai di olio extra vergine di oliva, sale e 2 cucchiai di pan grattato.

Cuociamo 10 min ventilato a 180°C e 10 min grill 180°C

La ricetta è pronta 😋❤️
Alla prossima, simona!
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mercoledì 1 luglio 2020

La testimonianza di Teresa e del suo UNCINO



Al cancro non importa...
Non importa se sei giovane, vecchia, mamma,
figlia, orfana, sola, in compagnia...
Non gli importa se sei pronta, se sei
emotivamente impreparata, se hai mille altre
cose a cui pensare...
Non gli interessa se già stavi soffrendo, se la tua vita era felice, se stavi combattendo contro altre battaglie.
Lui non fa caso a come potresti prenderla e non aspetta il momento giusto per farti sapere della sua presenza...

Un giorno, mentre giochi su un tappeto colorato con i tuoi bambini, fa capolino con un piccolo dolore, una fitta, come a dire: "hey, ci sono anch'io, non pensare più ai tuoi mocciosi e senti un po' che bella sorpresina c'è per te!"

Puoi far finta di non aver sentito niente, puoi
continuare a giocare con i tuoi bimbi ma sai che prima o poi dovrai cercare di capire quel dolore e quella pallina cosa sono e come saranno capaci di sconvolgere un anno intero della tua vita!!!

In una pubblicità si recita che l'attesa del piacere è essa stessa un piacere...
Provate ad immaginare solo per qualche momento l'attesa di un esame istologico che richiede minimo 15 giorni.
In questo caso l'attesa è un limbo, devi
continuare a vivere come se nulla fosse
cambiato e non ti puoi permettere di avere brutti pensieri perché "non ti puoi fasciare la testa prima di rompertela"....
"Non puoi essere negativa e
pesante"....
Perché "se poi non è quello che pensi
sei stata male inutilmente"
Perché "devi avere fede e speranza e vedrai che andrà tutto bene" .

Queste sono le tipiche frasi che ti sentirai dire
anche se non hai mostrato un minimo dubbio o
un piccolo cenno di paura.
Poi arriva l'esito "negativo" e le frasi si moltiplicano e continuano ad essere sempre più ottimiste e più positive di prima.

Da quel momento in poi tu sparisci e
quella piccola pallina si impossessa di tutta la
tua persona così che gli altri vedano di te solo il
tumore.
Nessuno ti chiede cosa pensi ma tutti a
dirti che da quel momento in poi ci penseranno loro e tu dovrai solo fidarti ed eseguire i loro ordini.

Partono le telefonate per cercare il
chirurgo migliore, la struttura migliore, i consigli su quale oncologo contattare, quello bravo che ha curato mia zia, quello esperto che ha salvato la vita di mia nonna, quello che sta a Milano, a Bologna e poi andrei anche a Roma a chiedere un secondo parere...
Vai all'A.S.L.  a chiedere l'esenzione, prepara tutti i documenti, chiama il migliore su piazza per chiedere un appuntamento, prenota il treno, organizza i bambini, costringi i nonni a tenerli per una settimana quando non hai mai trascorso una notte senza di loro...
Tu diventi un tumore vivente e gli altri (soprattutto coloro che più ti amano) si sentono in dovere da trasformarsi in supereroi e pensare a te ma non nel modo in cui
tu desideri o di cui hai bisogno.

L'unica cosa che ti viene meglio fare è sorridere...
Sorridi con i tuoi per non farli preoccupare, con i bambini per non farti vedere triste, con tuo marito per non fargli capire che da quel momento ti senti un peso per lui...

E quando inizi a vedere che il tuo sorriso fa
effetto non smetti più di sorridere fino a
sembrare un ebete che ride anche quando non
c'è motivo.

Gli altri si complimentano con te per
quanto tu sia forte e sono anche più sollevati
all'idea di non doverti assillare con frasi di
circostanza per non farti piangere.

Ci sono alcuni , però, che non accettano che tu sorrida e iniziano a tartassarti affinché tu pianga per sentirsi gli psicologi di turno e spararti la frase ad effetto che ti ha aiutato a risollevarti ma tu ormai sei diventata quella forte e non puoi dar loro questa soddisfazione.

Sorridi anche davanti ai dottori perché vuoi
essere la paziente migliore, quella che non gli dà rogne e,anche se fa diecimila domande tecniche lo fa solo per il gusto di imparare, quasi come se fosse una studentessa interessata all'argomento.

Sorridi quando, dopo una quadrantectomia ti
dicono che il linfonodo sentinella ha una
metastasi, quando ti annunciano che devi fare
chemioterapia e radioterapia, quando ti
avvertono che diventerai calva, nascondendoti
che la calvizia sarà l'ultimo dei tuoi problemi.

Inizi a ridere un po' meno quando il test genetico risulta positivo e ti indicano la possibilità di togliere i seni e metterci al loro posto due belle protesi.

Ridi ancor di meno quando ti consigliano anche un'ovariectomia (che non sai
manco cosa cavolo sia) e puoi dire addio anche a ovaie e tube così stiamo più tranquilli.
Tanto tu l'avevi detto che dopo il secondo figlio non ne avresti voluti più e rassicuri anche la dottoressa dicendole che non ci sono problemi.

Ti viene da piangere, finalmente, quando uscita dalla stanza capisci che sei sola e che nessuno potrà condividere ciò che stai provando in quel momento.

Cerchi di rilassarti permettendoti di crollare un po' ma ormai sei ad un punto in cui
non puoi farlo, hai indossato la tua maschera, sei sul palco e non puoi deludere il tuo pubblico...

Sei a metà spettacolo, ti dicono, e devi andare
avanti anche se la recita ti ha stancato...
Ti sei appena ripresa dal secondo intervento e
devi prepararti alla chemio manco dovessi
andare in guerra.
Discuti con tuo marito riguardo  l'organizzazione familiare, decidi di trasferirti dai tuoi con i pargoli per stare più tranquilla, li iscrivi ad un nuovo asilo per facilitare la loro gestione e dici a te stessa di non aver timore perché da donna forte e ragionevole, hai predisposto tutto affinché tu possa gestire le cose in maniera serena e tranquilla.
L'oncologo ti dà dell'esagerata perché in fondo la chemio sarà una passeggiata e non c'è bisogno di mobilitare amici e parenti per questo tipo di cura.
Ma tu stavolta dai retta a te stessa (e menomale) e vai avanti per la tua testa.

Poi arriva un altro piccolo, minuscolo esserino che ti fa capire che tu puoi anche programmare tutto nei minimi dettagli ma
non potrai mai avere tutto sotto controllo!

Il giorno stesso della tua prima infusione di chemio questo esserino fa chiudere le scuole, costringe ognuno a stare nelle proprie case e a non uscire, ti fa vedere il mondo esterno come ad un inferno e tu capisci che la chemio non sarà per niente una passeggiata come aveva previsto il tuo oncologo.

I bambini chiusi in casa h 24, tu che
per i primi 3 giorni dopo le infusioni vomiti anche l'anima, tuo padre che si fissa per trovare la miglior ricetta della pizza su you tube, tuo marito in quarantena che non può venire a stare con i bimbi, tua madre che non vuole accettare il significato del termine "distanziamento sociale" e soprattutto nessun amico o parente (anche di
sesto grado) che possa darti una mano con i tuoi angioletti.

Niente visite, niente uscite, niente
abbracci...
Solo chemio e disperazione!!!
Crei un gruppo su whatsapp per tenere informate le persone più care sulla tua condizione ma ti accorgi presto che questo piccolo esserino è stato capace di grandi cose molto più del tuo piccolo tumore!

Ora sono tutti un po' "malati" ma
dopo aver sentito alla TV che il Corona Virus può colpire soprattutto persone con malattie
pregresse e soprattutto malati oncologici, ha
inizio la psicologia del terrore e tu ti vedi come
un bersaglio al tiro a segno e inizi a pensare che chiunque possa essere un tiratore scelto pronto a sferrare la sua freccia su di te!
I termini che usi più spesso sono: mascherina, guanti, Alcool, disinfettante.

Proibisci a tua madre di vedere le
vicine di casa anche a 10 metri di distanza, a
stento fai uscire i bambini fuori al balcone, sgridi tuo padre quando torna dal
supermercato perché non ha tolto subito le scarpe.
Praticamente diventi una bisbetica asociale che ha il terrore di tutta l'umanità.

La notte non dormi perché ti assale l'ansia riguardo ai tuoi polmoni e più ci pensi e più ti manca l'aria.

Ti accorgi in poco tempo che sei stanca, sola e sfortunata.
Ti rendi conto che è la prima volta in tutta questa storia a considerarti sfortunata e subito ti vergogni per averlo pensato solo per un attimo.
In fondo lo sai che non sei sfortunata:
hai una madre, un padre non solo ancora in vita ma che sono vicini a te e ai bambini nonostante il dolore che provano nel vedere la loro figlia in condizioni pietose...
Hai due bambini splendidi e in salute che
nonostante vedano la loro madre stanca e
sofferente accettano di non uscire a giocare con i loro amichetti e si accontentano di averla solo vicina...
Hai un marito che dopo la quarantena è
corso subito a stare con te e i bambini e ha
lavorato da remoto per poter dare il suo
contributo, che ti ha rasato i capelli quando
iniziavi a perderli e non ne potevi più....
Hai parenti e amici che si sono prodigati per portarti mascherine, torte, cibi di ogni genere, giochi per i tuoi bimbi e che si informano ogni giorno per sapere come stai in un momento ancor più difficile per te.

Comprendi che non sei più tanto
sfortunata ma soprattutto che non sei per niente sola.

Così riprendi a sorridere loro ma questa
volta non perché sei costretta a portare una
maschera ma perché ti senti grata e perché inizia il tuo processo di consapevolezza, un processo lento ma soprattutto incontrollato. Raggiungi la consapevolezza che, se ci sono così tante persone che ti sono accanto in un momento così difficile, forse è perché ti vogliono davvero bene e se ti vogliono bene forse è perché anche tu vuoi bene loro e questo vuol dire che probabilmente hai fatto un buon lavoro in passato, sei stata una brava amica, cugina, nipote, conoscente...

Mi sono resa conto che nel corso degli anni ho
tessuto molti rapporti "buoni" i cui risultati si
sono visti quando ne ho avuto bisogno.
Ti auguri che a loro non accada mai niente di brutto ma ti riprometti che sarai sempre presente quando loro avranno bisogno del tuo aiuto!

Non è ciò che piace leggere a molti, lo immagino, ma quando ricevi una diagnosi di tumore, una delle prime cose a cui pensi è la morte.
Per quanto mi riguarda non ci ho pensato nel senso negativo del termine.
Ho fatto una sorta di bilancio, mi sono detta che a 35 anni ho raggiunto quasi tutti gli obiettivi che mi ero prefissata: ho avuto una bellissima infanzia, sono cresciuta in una famiglia che mi ha trasmesso dei valori e non mi ha fatto mancare mai l'affetto, ho incontrato ottimi amici durante il mio
percorso di vita, mi sono laureata, ho conosciuto il vero amore, ho messo al mondo due bambini in salute e semplicemente stupendi, ho avuto le mie piccole soddisfazioni professionali.
In pratica ho vissuto molto attimi di felicità arrivata fino a qui...
Per cui,se fossi morta a causa del
cancro, almeno potevo considerarmi soddisfatta della mia vita.
Inoltre pensi ai bambini che muoiono di leucemia, ai ragazzi che perdono la
loro vita negli incidenti stradali il sabato sera, alle piccole anime volate in cielo molto prima dei 35 anni.
In pratica è un modo per dire alla morte che
sarebbe potuta arrivare tranquillamente, che
meglio a me che ai miei figli o a mio marito. Non si tratta di depressione o poco attaccamento alla vita ma è solo un modo per mettersi allo specchio e affrontare ancora meglio la realtà che potrebbe essere e io potrò affrontarla finalmente con un sorriso non finto e non forzato anche perché con la morte non puoi certo barare!


Dopo questi pensieri ti rendi conto che ora sei viva ed è giusto rendere onore al presente.



 IO E LE ALTRE.

Quando ricevi una diagnosi di tumore al seno e
fortunatamente hai avuto poco a che fare con
questa malattia, avverti subito l'esigenza di
cercare su internet più informazioni possibili
riguardo a ciò che hai e soprattutto pensi sia utile leggere.
Leggi e ascolti le storie di altre donne
che hanno vissuto o che vivono ancora la tua
stessa esperienza. Prima di tutto inizi a
familiarizzare con termini quali tumore in situ,
carcinoma infiltrante, grado di differenziazione,
risposta ormonale, benigno, maligno ecc.
Dopo che sei riuscita a decifrare quale sia il tuo tipo di cancro (perché se proprio lo devo affrontare è meglio conoscerlo bene) cerchi storie simili alla tua e mai che potresti impattare in una finita male...
Tutte, o quasi, ti raccontano di quanto sia
possibile guarire, di quali escamotage emotivi
puoi mettere in atto per sconfiggere il drago, il
mostro, il bastardo e lo fanno tutte col sorriso,
altre addirittura lo considerano come
un'opportunità per cambiare la tua vita, essere
una persona migliore, diventare più forte.

La prima cosa a cui ho pensato leggendo queste storie è che grazie al cancro finalmente io avrei avuto un po' di PIETA' dalle persone che amo.
La mia opportunità era quella di stare al centro della scena in un momento della mia vita in cui mi sentivo non più importante di uno straccio usato.
Il tumore ha provocato in me una delle emozioni più brutte che una persona possa provare: L'egoismo!

Naturalmentenon mi ero resa conto a
cosa stessi andando incontro per questo la mia
prima diagnosi non mi ha per niente spaventata e addirittura quando arrivavano le continue telefonate di dispiacere, commiserazione e di
incoraggiamento da parte di amici e parenti, non solo rispondevo col sorriso ma credevo persino che fosse tutto completamente esagerato, enfatizzato, paradossale.

All'inizio sei quasi felice nel vedere che tante
persone ti sono vicine, che ti contattano ogni
giorno per sapere come stai, che si preoccupano per te e davvero inizi a montarti la testa convincendoti che sarà solo una breve fase della tua vita che passerà presto senza lasciare nessuna traccia sul suo percorso.
Col tempo questa convinzione sparisce e ti accorgi che non sono tracce ad essere lasciate ma solchi molto profondi che ti accompagneranno per il resto
della tua esistenza...

Solo quando sei quasi alla fine della cura ti attacchi il più possibile alle cose positive e cerchi di trasmetterle alle altre donne
che stanno per salire sulla giostra del cancro
perché comprendi che partire da illuso è molto
meglio che farlo da impaurito.



 MAMMA HA LA BUA ALLA TETTA

Una frase che ho sempre pronunciato e che
continuo a dire riguardo al mio tumore al seno è che sono stata molto fortunata perché a
differenza di altre donne e (purtroppo) ragazze, il cancro ha deciso di farmi visita subito dopo aver partorito il mio secondo figlio.
Il dono della maternità che tutte noi diamo per scontato non è destinato facilmente a giovani ragazze che dopo operazioni e chemioterapia devono affrontare cure antormonali che ti mettono in menopausa per minimo 5 anni e rischiano di sfidare troppo la biologia femminile.
Non posso e non voglio entrare nel merito della questione sia perché non ne conosco gli effetti emotivi e sia per rispetto nei confronti di tutte queste donne che sono certa meriterebbero di ricevere questo regalo.

Detto questo, quando però sei madre e hai il
cancro diventa un pochino complicato gestire la faccenda semplicemente perché non puoi
pensare di agire considerando esclusivamente la tua persona ma devi organizzare l'intero
"pacchetto".
Ogni volta che arriva un referto e ti
avvisano che c'è in vista un intervento chirurgico o una cura chemioterapica ti chiedi 2 cose:
"come farò con i bambini" e "come glielo spiego
ai bambini"?
 Mettici pure che il tuo secondogenito ha appena compiuto 1 anno e il gioco si fa ancora più interessante!

Ricordo con affetto la mia ingenuità quando mio marito, subito dopo la diagnosi di carcinoma infiltrante, mi ha imposto di andare subito all' IEO di Milano e io ho risposto: "tu sei pazzo!!! E a chi li lascio i bambini? Io non ho mai dormito una notte senza di loro" e mi ha fatto talmente arrabbiare il fatto che lui non capisse quanto fossi seria e vedendolo sorridere di ciò che avevo appena detto. Davvero ci ho messo molto tempo per comprendere che ho esagerato nel pensare
che fosse impossibile lasciare i bambini ai miei
genitori per guarire dal cancro.
Io non mi reputo una super mamma ma ho sempre badato da sola ai miei figli e il pensiero di doverli "lasciare" seppur ai loro nonni che li amano almeno quanto me, mi ha fatto impazzire.
Il cancro ha sconvolto la nostra quotidianità, mi ha allontanato da loro, mi ha resa meno indispensabile agli occhi dei miei bambini e mi ha fatto venire dei sensi di colpa che sono certa non passeranno mai più!

Molti diranno che è assurdo sentirsi in colpa per essersi beccata un tumore...
"Non è colpa tua"

"meglio una mamma lontana adesso che morta
per sempre"

"da grandi dimenticheranno tutto"

queste altre tipiche frasi che mi sono sentita dire e che ho dovuto ingoiare a forza.
Parlare è facile,ma provate voi ad entrare in una sala operatoria a 800 km di distanza dai vostri figli e non poterli vedere per un mese intero al ritorno.
Sono certa al mille per mille che tutte le mamme che hanno affrontato queste situazioni nella loro mente hanno mandato a fanculo tutti coloro che hanno pronunciato queste frasi.

Non è per niente bello trascorrere notti insonni per impostare il discorso che faccia capire a tua figlia di 5 anni che cos'è un tumore e ti incazzi a bestia perché una bambina di 5 anni non dovrebbe avere una madre con un tumore.
Ogni mamma trova il suo modo per comunicare le proprie emozioni ai suoi
figli e a mio parere non ne esiste uno giusto o
uno sbagliato.
Io ho deciso di mettere al corrente mia figlia di tutto ciò che mi è accaduto e ho
fatto leva su una cosa molto importante a mio
avviso: "la verità".
Mi sono messa per un attimo nei panni di G. e mi sono tornati alla mente flash di quando ero piccola, discorsi di adulti che amavo ascoltare e ogni volta che chiedevo spiegazioni riguardo ad un argomento, la risposta
secca e immediata era sempre:" Niente".

Questa risposta l'ho sempre odiata perché ha sempre causato in me molta confusione e frustrazione.
Per questo motivo ho pensato che l'intelligenza
di mia figlia non meritasse un secco "niente" e
ogni volta che lei chiede io le rispondo dicendole, appunto, la verità.
La prima cosa che le ho detto è che la mamma ha la "Bua alla tetta" e dopo il
primo intervento le ho addirittura fatto vedere le cicatrici per spiegare perché non potessi
prenderla in braccio o giocare alla lotta con lei e il fratellino. Da lì, man mano che i referti davano Esiti sempre più sconfortanti le dovevo far capire che la Bua non sarebbe passata facilmente e velocemente per cui bisognava creare una storia intorno alla situazione sperando di poterle
raccontare presto del finale positivo. Non sapevo come chiamare l'antagonista che si era
impossessato della mia tetta e che la stava
distruggendo e proprio quando ero sul punto di inventarmi un nomignolo la fantasia di mia figlia ha preso il sopravvento sulla mia e ha tirato fuori la sua versione dei fatti. G. ha chiamato il tumore col nome dell'uncino del famoso capitano di Peter pan che stava pungendo il mio seno.
Le ho spiegato che solo i dottori erano in grado di togliere questo uncino e lei ha subito compreso e accettato la situazione come quando si va dal pediatra per la tosse o il mal di gola.
Ricordo che ero molto irritata quando sono stata dall'oncologo per organizzare le chemio terapie perché il dottore mi disse che vista l'età dei miei figli sarebbe stato utile utilizzare una parrucca per non traumatizzarli.
Questo pensiero per me ha rappresentato un'offesa all'intelligenza dei miei figli, soprattutto a quella della più grande
così mi sono promessa di non dar retta allo
"pdiconcologo" di sta minchia. Prima di iniziare la cura ho portato G. dal parrucchiere e ho accorciato di tanto i capelli (lei ha tagliato solo le punte) e quando mio marito me li ha rasati perché non sopportavo il fatto di ritrovarmeli ovunque, lei è stata presente. Ho sempre sorriso davanti a lei e non appena mi ha vista senza capelli ha riso tantissimo dicendomi che ero buffa e che avevo i capelli uguali a zio Domenico
(un mio amico completamente calvo). In quel
momento ho capito che non solo ho una figlia
straordinaria ma che avevo fatto bene a dare
retta al mio istinto di madre. E non sapete quanto ho sbagliato nel pensare diversamente nei confronti di A., il più piccolo. Per mesi interi, giorno e notte, non ho tolto il turbante da testa perché credevo che vedendomi calva potesse non riconoscermi e persino allontanarsi da me.
La mattina mi preoccupavo se lui al risveglio
potesse trovarmi col foulard spostato di qualche centimetro e così ero sempre sull'attenti per rimetterlo a posto. Un bel giorno caldo di
primavera, finite le cure e trovandomi a casa da sola con lui, mentre gli cambiavo il pannolino istintivamente ho tolto il turbante e non appena si è accorto della mia testa scintillante mi ha fatto un sorrisone e come a dire: "ma che bel gioco questo" e da quel giorno in casa potevo
essere finalmente me stessa con i miei bambini.
Non appena i miei capelli hanno ricominciato a crescere loro ci hanno addirittura iniziato a
giocare con la mia testa passandoci le loro
manine sopra per rilassarsi e credetemi che
quelle carezze non le dimenticherò mai per tutta la vita ❣️

mercoledì 24 giugno 2020

PANCAKE ALL'ACQUA - ALIMENTAZIONE SANA

Ciao a tutti! Eccoci con una nuova ricetta 😋
Ottima colazione o spuntino light ma buonissimo.




INGREDIENTI
150gr farina
50gr zucchero
1 pizzico di sale
Mezza bustina di lievito per dolci
200ml di acqua
2 cucchiaini di olio di semi

PROCEDIMENTO
Uniamo tutti i componenti secchi nella nostra ciotola e, mescolando, uniamo a filo i componenti liquidi. Uniamo i composti, sempre dal basso verso l'alto, per incorporare aria. Il composto avrà delle bollicine sulla superficie.
Prendiamo una pentola antiaderente e passiamo un pezzo di carta con un po' di olio.
Iniziamo a formare dei dischi con il nostro impasto e cuociamo un paio di minuti per lato. Ci rendiamo conto che possiamo girare il pancake quando si saranno formate le bollicine tipiche sulla superficie durante la cottura.
Per renderli golosi, possiamo accompagnarli con 30 gr di cioccolato fondente da sciogliere sopra al pancake oppure yogurt magro e fragole 😋❤️
Alla prossima ricetta, simona ❤️

martedì 9 giugno 2020

L'altra faccia del Covid. I pensieri di Patty....

#oggiparlaPatty



Sembra quasi strano parlare di positività al tempo del Covid19 dove paura, incertezza, dubbio, sfiducia ed altro ancora hanno preso il sopravvento.
Tanto è che ancora oggi c' è tanta gente che ancora non esce di casa per paura di qualsiasi cosa.
Dal momento che anche il culto religioso  non ha potuto dare  rifugio spirituale ai  fedeli si puó immaginare il disorientamento totale che ognuno di noi ha sofferto.
 Il mio ricordo va alle  strade vuote che nel percorrerle mi incutevano paura ignota.
L' unica alternativa positiva per tutto il periodo Covid19  era rifugiarsi in casa tra gli affetti dei propri cari.
È proprio in quel periodo che voglio portarvi.

Il senso ed i  valori della famiglia, dell'unione, della fratellanza e dell'aiutarsi a vicenda hanno trovato sfogo in tutta la bellezza del nostro animo in contrapposizione alla paura ed al terrore.
Esattamente la consapevolezza del  vivere esclusivamente  nel qui ed ora nel dubbio di un domani incerto .
Vivere l 'istante come se fosse stato l'ultimo momento.

Questo  ha reso possibile che ogni componente della famiglia servisse all'altro in maniera spontanea.
Ed allora è cominciata ad emergere la voglia di fare e sperimentare il nostro impegno nel realizzare piccoli pranzetti etc etc....
 Ed è arrivato il momento di preparare le pizze fatte  in casa  in tutti i modi possibili.
Il tempo non passava mai e allora si è passato alla  lievitazione naturale della pizza almeno di 24 ore come se fosse stato un rito o una tradizione,  del resto avevamo tanto e  tutto il tempo a disposizione.
Effettivamente non sapevamo cosa fare!!!
Per non parlare poi del momento di mangiare e gustare i nostri pregiatissimi piatti...
Che grande soddisfazione quando nel mangiarli tutti  insieme si sono riscoperte nuove ambizioni e tendenze!!!
Tutto molto sorprendentemente bello.
Ecco ad un certo punto ci siamo ritrovati tutti in casa e nessuno aveva impegni anzi tutto era superfluo solo i valori per cui vivere veramente hanno dato senso alla nostra vita. Ecco cosa ci ha insegnato il covid 19:
Il rispetto per la natura e le cose.

Patty

sabato 6 giugno 2020

MERLUZZO MARINATO CON IMPANATURA AL LIMONE - ALIMENTAZIONE SANA

Ciao a tutti! Eccoci con una nuova ricetta 🎉
MERLUZZO MARINATO CON IMPANATURA AL LIMONE

 

INGREDIENTI x 2 persone
300gr di merluzzo
3-4 foglie di pianta di limone
2 cucchiai di olio d'oliva
2 cucchiai di pan grattato
Spezie come erba cipollina, prezzemolo, timo e rosmarino
Sale q. B.
2 limoni
4 foglie di pianta di limone

PROCEDIMENTO
Disponiamo la nostra placca da forno con carta forno e su di essa poggiamo le foglie di limone.

Intanto procediamo con la marinatura del merluzzo con 1 limone spremuto e tagliato a pezzi, 1 cucchiaio di olio e sale. Lasciamo marinare per circa 30 min in frigo ed intanto prepariamo l'impanatura. 
In una bacinella mescoliamo tutte le spezie tritate finemente, succo di 1 limone, sale, 1 cucchiaio di olio e pan grattato.
Ora che abbiamo tutto pronto, possiamo procedere disponendo i filetti di merluzzo sulle foglie della pianta di limone e, poggiando sopra i filetti, la nostra impanatura.  Se è poca Aggiungiamo altro pan grattato.
Cuociamo in forno ventilato per 15/20min a 180°C.
Alla prossima ricetta, simona ❤️


mercoledì 3 giugno 2020

SuperMamme,lavoro e tempo libero. Cosa è davvero importante.

#mammeHulk
#oggiparlaAngela



"E pensare che solo 3 mesi fa ero alle prese con dei ritmi no stop per conciliare famiglia, casa, lavoro.
Abbiamo creato il nido per la nostra famiglia qui in città, pur avendo tutti i parenti molto lontani (il più vicino è a 200 km da casa) e nella vita di tutti i giorni, anche nelle piccole cose quotidiane, la differenza si sente.
Dall’alba del lunedì mattina e per tutta la settimana, era una corsa su tutto e più si cercava di battere l’ultimo secondo, più tuo figlio percepiva questa ansia e chiedeva “con i suoi segnali” il rispetto dei suoi tempi.

Già si sentiva questo senso di disagio quando si svegliava all’alba: effettivamente noi adulti lo facciamo per il dovere di andare a lavoro, ma un bimbo di 3 anni perché è obbligato ad entrare nel sistema di questi ritmi serrati?

*Eh ma tutti lo fanno*…
Si capisco…
Ma perché se da quando è nato facevo tanto per addormentarlo e non ci si azzardava a far rumore non sia mai si svegliasse!
“Dai, svegliamolo sono le 7:00 faremo tardi!
Poi sicuramente non si vorrà alzare,  non si vorrà vestire, fare pipì, prendere il latte, fare l’aerosol, non ti dimenticare l’antistaminico e per le 7:45 dobbiamo uscire.

Perché un bimbo dovrebbe capire che è tardi, che tu hai fretta…Perché?

E se quel giorno proprio non gli andava? Voleva dormire ancora un po’?
O semplicemente desiderava star vicino alla sua mamma senza far nulla?

Spesso vivevo la scena di trovarmi sul ciglio della porta per salutarlo e correre a lavoro e lui: “No mamma, oggi mi accompagni tu e non papà?” “Amore, mamma deve correre a lavoro così la direttrice mi darà i soldini per comprare da mangiare, i vestiti, i giochini”
"Mamma, voglio a te, io piango se non ci sei, io le cose non le voglio, non prendere i soldini”.
Comunque così iniziavano tutte le mattine ed ogni lunedì, martedì, mercoledì ecc si aspettava il week end che ci risparmiava tutto questo.
Senza contare i giorni che non stava bene tra un virus e l’altro.
Il week end era diventato l’attesa di un sogno per poter ricaricare le energie e recuperare l’arretrato della settimana per poi ricominciare.
Noi mamme ci sentiamo delle superwoman davanti ai nostri figli, troviamo una forza dentro di noi inspiegabile e sfideremo tutta la schiera dei supereroi di Marvel per proteggerli sempre e renderli felici.
Ma noi donne come stiamo veramente?
C’è tutto il tempo per la casa, per il lavoro, per i figli, per il marito e quanto tempo dedichiamo a noi stesse?
Ci mettiamo sempre al secondo posto rispetto a tutte le altre cose e quel posto diventa l’ultimo, senza dare la giusta importanza al fatto che se crolliamo noi donne crolla tutta la famiglia.
Se stiamo meglio e siamo felici noi donne, trasciniamo nello star bene tutta la famiglia.
Spesso i nostri piccoli sono insofferenti, per me non sono capricci, anche solo perché assorbono la tensione che ci sta intorno o il solo malessere della mamma.
Spesso mi sentivo intrappolata in questa routine, mi mancava anche scambiare una parola di persona con una mamma, un fratello, un nonno per un saluto, o solo uno sguardo, o solo passare da casa per far due passi con il nipotino.
Mi mancavano cose banali che poi cosi banali in fondo non lo sono per niente, una domenica a pranzo dai nonni è un evento che si ripete una volta dopo diversi mesi, quando da bambina invece non c’era domenica che non fosse a pranzo dai nonni con la mitica pasta fatta in casa.

La mia boccata d’aria, il mio momento per me stessa, per il mio corpo e soprattutto la mia mente, era la lezione di pilates in associazione. Devo ammettere che anche lì si batteva l’ultimo minuto ed ogni altra circostanza del momento mi faceva subito dire: “Vabbè non fa niente, non vado” (sempre perché anche l’ultima stupidaggine viene prima di noi). Invece, quello che aveva capito che era più importante di tante altre cose era proprio mio marito, aveva compreso che mi sentivo insostituibile e spesso era lui ad insistere perché non ci rinunciassi.

Un’ora per liberare la mente e dimenticarti di tutto (dei panni, della cena, della pratica a lavoro, della tosse di tuo figlio);
Un’ora per riascoltare il tuo corpo e sentirti meglio.
Un’ora da passare tra donne che in modi diversi vivono le tue stesse gioie ed i tuoi stessi disagi; un’ora per scambiarsi uno sguardo di conforto.
Un “Ti capisco” che spesso dice molto più di 1000 parole.
Un’ora che chi ha vissuto un po’ più di te, comprende quegli occhi stanchi o spenti e ti strappa una risata!
Semplicemente un’ora di libertà ed anche se sei su un tappetino, tu ti senti su una nuvola con il cielo sereno, nonostante fuori hai attraversato una tempesta!

lunedì 25 maggio 2020

RAVIOLI GIAPPONESI

Ciao a tutti! Eccoci con una nuova ricetta votata sulle storie di instagram!


A grande richiesta
RAVIOLI GIAPPONESI

INGREDIENTI impasto
400gr di farina 0
200gr di farino di riso
200ml di acqua

INGREDIENTI Farcitura
1/2 verza (se piace poco va bene anche 1/3)
2 carote
1 zucchina
6 cucchiai di salsa di soia
350gr di carne di manzo
Pizzico di sale

PROCEDIMENTO
Con questi ingredienti escono almeno 35 ravioli.
Iniziamo col fare l'impasto mescolando in una ciotola capiente la farina di riso, la farina 0 e tutta l'acqua a temperatura ambiente. Impastare fino ad ottenere un panetto liscio e lasciarlo riposare coperto con canovaccio per circa 30 min.
Intanto, prepariamo la farcitura, tagliamo finemente le verdure (io ho usato un robot da cucina per avere un impasto più omogeneo).
A questo punto uniamo un pizzico di sale e Aggiungiamo la salsa di soia e la carne.

Arrivati a questo punto, stendiamo la nostra pasta su un tavolo di legno e infarimando il mattarello.
La pasta deve essere non sottilissima e creiamo dei dischi aiutandoci con i bordi di un bicchiere.

La chiusura del raviolo.
Posizioniamo il disco sulle nostre mani, mettiamo un cucchiaio di farcitura e chiudiamo per primo i lembi di pasta al centro. Dopo di che, creiamo delle pieghe andando verso un bordo e poi dall'altro lato ugualmente.
Trovate anche la videoricetta salvata su Instagram per vedere bene la chiusura.

Per cuocere i ravioli abbiamo bisogno di una pentola antiaderente bella grande. Mettiamo un filo d'olio al centro, posizioniamo i ravioli cercando di non sovrapporli, e Aggiungiamo 1 bicchiere intero di acqua.
Facciamo cuocere con coperchio chiuso per 7 min.
Alziamo il coperchio, li giriamo, Aggiungiamo salsa di soia, e mezzo bicchiere di acqua. Continuiamo la cottura per altri 5 min senza coperchio.

Ed ecco pronti i nostri ravioli giapponesi ❤️
Alla prossima ricetta,Simona
Seguici su Instagram @salutebenessere



sabato 23 maggio 2020

IL LUTTO PERINATALE: LA PERDITA DI UN FIGLIO

IL LUTTO PERINATALE: LA PERDITA DI UN FIGLIO

“Non sono stata in grado di offrire a mio figlio un culla accogliente e ora non c’è più”.

Ecco un’affermazione che, di recente, ho ascoltato da una mamma.
Molti potrebbero dirmi che ho usato un
termine errato perché la donna in questione non è una madre visto che il bimbo non c’è.
Invece io la definisco proprio così: una mamma.

Una mamma che ha amato il suo piccolo fin da quando ha ascoltato il cuoricino battere. Una mamma che ora non può abbracciare il suo bambino, non lo può allattare, non lo può cullare, non può cantare per lui le
ninne nanne, non può dimostrargli l’amore che prova.
Perdere il proprio figlio durante la gravidanza, durante il parto o dopo la nascita, lascia un segno indelebile
nella psiche e nel corpo della donna.

Si definisce con Lutto Perinatale la morte di un figlio che avviene tra la ventisettesima settimana di gestazione e i primi sette giorni di vita.
Molte donne non si sentono comprese perché quello che per gli altri era “solo” un embrione o un feto, per la mamma è un figlio! Spesso si sentono dire – a mo’ di rassicurazione – “Tranquilla, ne concepirai un altro!” ma “un altro” non sarà mai Lui!

Può accadere che in seguito a queste “rassicurazioni”, la donna si chiuda in se stessa e si rifugi nel ricordo e nel senso di colpa che le impediscono di elaborare la perdita del suo figlioletto.
Per la mamma, non conta a quante settimane di gestazione abbia perso il proprio bimbo: è un lutto.

Le donne che ho incontrato presso l’Associazione Salute & Benessere sono mamme tormentate dal senso di
colpa, molte si attribuiscono la responsabilità dell’aborto; in caso di aborto spontaneo ho sentito asserire
frasi come “Non sono stata a riposo” oppure “Sono andata in vacanza, invece di riposare” e , nel caso di
aborto terapeutico: “Non sono stata una buona mamma: non sono riuscita a far crescere in modo sano mio figlio”.
In quest’ultimo caso si sentono le uniche responsabili per le gravi condizioni mediche in cui verteva il
feto.

Una donna che ha perso il proprio figlio nel primo, secondo o terzo trimestre di gravidanza va supportata sia dalla famiglia che da professionisti.

I genitori possono affrontare in modo diverso la perdita del proprio figlio perché diverse sono le risorse individuali a disposizione per gestire l’evento luttuoso di cui sono protagonisti.
Pian piano i sensi di colpa si affievoliscono, si fa spazio al dolore, i pensieri e le emozioni diventano meno
intense e i genitori si concedono una nuova possibilità.

Dott.ssa Nicoletta Perilli
Psicologa Psicolterapeuta

lunedì 18 maggio 2020

POLPETTE DI RICOTTA AL SUGO - ALIMENTAZIONE SANA

Ciao a tutti! Eccoci con una nuova ricetta Light ma veramente gustosa e saziante 😋






Un monopiatto adatto sia a pranzo che a cena e soprattutto ricco di calcio per la donna in gravidanza e in fase di allattamento.

INGREDIENTI x 2 persone
250gr di ricotta (quella che si preferisce)
3 cucchiai di pan grattato
1 cucchiaio di olio extra vergine di oliva
1 uovo
Origano e aglio in polvere q. B.

PROCEDIMENTO
Iniziamo con schiacciare la nostra ricotta e ridurla in purea all'interno di una ciotola. Uniamo l'uovo intero, il cucchiaio di olio e le spezie.
Mescoliamo e Aggiungiamo il pan grattato. Il composto deve risultare omogeneo e non troppo molliccio in modo da riuscire a creare delle palline.
Formiamo le palline e le immergiamo nel nostro sugo di pomodoro, precedentemente preparato, ultimiamo la cottura per 10 min.

Facili, veloci e super gustose😋
Alla prossima ricetta, Simona❤️

Dal lockdown alla fase 2... I consigli della nostra psicologa Nicoletta

#mammaHulksiracconta
#post61.0



Sono giá diversi giorni che siamo stati catapultati nella famosa "fase 2".

Le persone hanno reagito tutte in maniera diversa tra loro.
C'è chi è uscito subito,chi gradualmente,chi ancora non è uscito,chi ci prova ma proprio non ci riesce e chi non riesce,invece,a tornare a casa.
Ognuno di noi,durante la fase 1, ha perso qualcosa,e ,purtroppo anche qualcuno alle volte.
Ma ognuno di noi ha anche ritrovato qualcosa,come la propria individualitá,l'avere piú tempo per lavorare su di sè,su quello che,nella quotidianitá,si tende ad accantonare.

Il mondo degli adulti,pur se lentamente, sta ripartendo.
Ma ......In tutto ció......I bambini???

Io sono mamma.
In questi ultimi due mesi e mezzo io e Noah abbiamo oscillato,come credo tutti, da giorni buoni a giornate pessime.
Da momenti in cui si cercava di impiegare il tempo nel migliore dei modi,da mille lavoretti a giornate di maratone di Bing e canzoncine cantate a squarciagola per cacciare via la paura.
Da giornate passate a ridere a giornate di urla e pianti incessanti.
Ma comunque sempre e solo dentro casa.

I bambini si sono fidati di noi.
In realtá non hanno potuto fare altrimenti.
Non gli è stata data una scelta.
Gli è stato tolto tutto e subito.
Da un giorno all'altro non hanno piú avuto modo di vedere nessuno.
Parenti,nonni,amichetti,scuola,parchi,mare,nulla.
Il silenzio rotto solo dalla "macchina de signor robot" come la chiama Noah che ci urlava meccanicamente ogni ora di restare in casa.
Ogni bambino ha sicuramente affrontato la paura e lo sconforto,anche perchè,se c'è una cosa che accomuna tutti i bambini è proprio il "sentire" noi adulti.
Leggerci dentro.
Quindi tutte le nostre preoccupazioni sul come tenere i nostri cuccioli al sicuro e nel contempo potergli dare da mangiare (perchè per molte famiglie c'è stato anche questo) sono arrivate e arrivano anche a loro.

Ed ora?

Come affrontare nel migliore dei modi la fase 2?
Come cercare di renderla piú "leggera"?
Permettetemi il termine.

Come renderla accettabile agli occhi dei bambini?

Ho fatto due chiacchere con la psicologa dell'associazione ,Nicoletta, per chiederle uno spunto di riflessione in piú ed un confronto professionale e di competenza al riguardo.

"Durante la fase 1 del lockdown ci è stata tolta la libertà ma allo stesso tempo ci è stato dato modo di proteggerci.
Ora stiamo riconquistando i nostri spazi e la nostra “vita”.
Ma non è facile tornare da un momento all’altro alle abitudini dello scorso Marzo.

La paura di una possibile nuova ondata di contagio fa scattare negli individui quell’istinto di protezione che – nel corso dei millenni – ci ha permesso di non estinguerci.

Tuttavia come affrontare questa fase2?
Come riappropriarsi dei propri spazi nonostante la paura e  il sospetto che chiunque incontriamo, o che si avvicini ai nostri cari, possa trasmetterci il Covid-19?

Importanti sono le linee guida dell'Istituto Superiore della Sanità: mantenere il distanziamento sociale è fondamentale per non offrire terreno fertile al virus ed indossare la mascherina.
Tante mamme sono preoccupate del reinserimento sociale dei propri bimbi e sui limiti che dovranno imporre loro: non abbracciare un amichetto o un congiunto,ad esempio.

Mi è stato chiesto “Come posso riuscirci?”

L’atteggiamento di fronte a questa situazione è duplice in quanto c’è chi evita di uscire per non trovarsi nella situazione imbarazzante di fare da scudo al proprio figlio quando un conoscente cerca di avvicinarsi; c’è chi invece esce senza preoccuparsi e senza rispettare il distanziamento sociale che ci ha permesso di arginare la diffusione del virus.

È necessario e fondamentale ripartire emotivamente, psicologicamente, socialmente e lavorativamente.
In questa fase, suggerisco alle mamme di riprendere le uscite pian piano in orari in cui c’è poca gente in giro, di prediligere gli spazi aperti, di continuare a dare una struttura regolare alle giornate dei bambini e di insegnare loro a fermare le persone quando si avvicinano tramite il gioco.
Ad esempio “Ora usciamo e giochiamo al gioco della bolla di sapone: se qualcuno si avvicina, scoppia!”.
Sarà il bambino, deciso a vincere, a mantenere le distanze.

In un secondo momento – quando il distanziamento sarà un ricordo -  il gioco cambierà e la bolla proteggerà chi si avvicinerà.
Importante è lavorare e soffermarsi sulle emozioni che i bimbi provano.
Molti durante la fase 1 hanno mostrato rabbia, irrequietezza, tristezza, la loro routine è cambiata drasticamente; hanno ascoltato i telegiornali e i genitori parlare e confrontarsi sulla situazione, hanno visto molte immagini in tv, tutti i bambini sanno che c’è il Coronavirus e tutti hanno una teoria in merito. 
Parliamo con loro, chiediamo quali emozioni provano e spieghiamo il perché è possibile uscire ma non toccare gli altri: i  bambini hanno una notevole capacità di adattamento rispetto agli adulti."

Bene mamme,allora cerchiamo di ripartire al meglio.
E,per qualsiasi consiglio, Salute e Benessere c'è.
Sempre.

Grazie Nicoletta ❤️

domenica 10 maggio 2020

NEW YORK CHEESECAKE

Ciao a tutti!


Oggi una nuova ricetta per la festa della mamma🎉
La new York cheesecake 😍
Una ricetta americana! Adatta alla donna in gravidanza e in allattamento ma non light!

Alcuni accorgimenti sono stati fatti per renderla comunque meno pesante 💪❤️

INGREDIENTI
250gr di biscotti frollini o digestive
100ml di burro o olio di semi

500gr di formaggio spalmabile light
100ml di latte scremato
200gr di mascarpone o yogurt greco
2 uova
100gr di zucchero

Topping:
150gr di cioccolato fondente
100ml di latte scremato
1 cucchiaio di zucchero

Pinoli, granella di nocciole o granella di pistacchi q. B.

PROCEDIMENTO
Per prima cosa tritiamo i biscotti finemente con il nostro mixer e li mescoliamo con 100ml di burro fuso. Una volta amalgamati, iniziamo a foderare il nostro contenitore della cheesecake. Io ho utilizzato un recipiente con una apertura laterale adatta alla cheesecake e ho foderato solo la parte inferiore con la carta forno.
Stendiamo i biscotti sia nella parte inferiore che ai bordi del contenitore e riponiamo tutto in frigo per 30 min.

Intanto, prepariamo la crema, uniamo 500gr di formaggio spalmabile, 200gr di mascarpone o yogurt, 100gr di zucchero, 2 uova e 100ml di latte. Mescoliamo fino a quando il formaggio non sarà completamente amalgamato.

Passati i 30 min possiamo mettere la crema sui biscotti.

Inforniamo a 160°C per 60 min e successivamente a 170°C per 15 min.
Dopo di che facciamo raffreddare la cheesecake.

PER IL TOPPING:
La farcitura sulla cheesecake è facoltativa può essere con frutta o al cioccolato. Nel mio caso, per prima cosa ho preparato la glassa al cioccolato.
In un pentolino metto 2 cucchiai di acqua e 1 cucchiaio di zucchero fino ad arrivare a bollore dello stesso. Aggiungo, poi, 100ml di latte e appena sfiora il bollore inserisco i 150gr di cioccolato fondente, precedentemente tagliato a cubetti.
Mescoliamo fino a creare una crema liscia.

Una volta che anche la crema è raffreddata, ho decorato la torta mettendo sulla glassa pinoli e granella di nocciole e/o pistacchi.

Facciamo riposare in frigo per 2 ore.

La New York cheesecake è pronta!!
Alla prossima ricetta Simona ❤️

mercoledì 29 aprile 2020

FINTA PARMIGIANA DI MELANZANE - ALIMENTAZIONE SANA

Ciao a tutti!
Eccoci con una nuova ricetta Light e ottima da utilizzare come secondo vegetariano e piatto completo💪





Prepareremo la finta parmigiana di melanzane 😋

INGREDIENTI
6 melanzane grandi
Parmigiano reggiano q. B.
1 passata di pomodoro
Olio
Sale
Spezie

PROCEDIMENTO
Per prima cosa tagliamo le melanzane a rondelle sottili e le grigliamo per bene! Contemporaneamente prepariamo il sugo con un filo di olio e un po' di sale.
Quando abbiamo finito di cuocere le melanzane le mettiamo in un contenitore grande e le condiamo con un filo d'olio, sale, aglio in polvere ed erba cipollina.

A questo punto, dopo circa 15 min, il sugo sarà a metà cottura e possiamo chiudere il fuoco sotto la pentola e continuare con la ricetta.

Prendiamo una teglia medio piccola e iniziamo con i nostri strati: primo strato di melanzane, poi sugo di pomodoro e infine una spolverata abbondante di parmigiano.

Continuiamo fino ad ultimare le melanzane. Il sugo ad ogni strato non deve essere abbondante altrimenti risulterà a fine cottura una parmigiana troppo liquida.

Cuociamo in forno ventilato a 200°C per circa 15 min.

Troverai la videoricetta su Instagram @salutebenessere
Alla prossima ricetta Simona❤️

martedì 21 aprile 2020

FOCACCIA DI PATATE - ALIMENTAZIONE SANA

Ciao a tutti! Eccoci con una nuova ricetta adatta alla domenica a pranzo 😋




Un'ottima focaccia di patate da poter gustare con quello che più ci piace.

Una fettina di questa focaccia accompagnata ad una bella porzione di verdure può essere un bel secondo sfizioso.

INGREDIENTI x 1 focaccia tonda 4 persone
250gr di patate
250gr di farina per pane e/o pizza
10gr di lievito
1 uovo
90ml di olio di semi
1/2 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino di sale
1 bicchiere di latte scremato

PROCEDIMENTO

Per prima cosa facciamo bollire le patate! Devono essere cotte per bene e poi le passiamo fino a renderle una purea.
In una ciotola capiente mettiamo le patate ridotte a purea, 1 uovo e l'olio di semi. Mischiato fino a far assorbire tutti i liquidi nelle patate.

In un bicchiere, a parte, mettiamo 1/2 cucchiaino di zucchero, mezzo bicchiere di latte tiepido e sciogliamo al suo interno i 10 gr di lievito di birra.

Dopo di che, inseriamo questo liquido lievitante all'interno delle patate.

Aggiungiamo ora, poco alla volta, tutta la farina e il restante 1/2 bicchiere di latte, infine, aggiungiamo il sale.

P. S. L'impasto deve essere omogeneo, solido ne molle e ne secco. Quindi se necessario aggiungere altro latte o altra farina.
Lasciamo lievitare il tutto, coperto da pellicola, circa 1 ora.

Dopo di che, prendiamo due terrine tonde dello stesso diametro, copriamo con carta forno e stendiamo l'impasto su di esse.
Inforniamo a 180°C per 35 min.

Una volta cotte le lasciamo raffreddare e grazie alla carta forno si potranno togliere facilmente dalla terrina e metterle sul piatto.
Prendiamo il primo disco lo farciamo con fior di latte, prosciutto cotto e scarola e ci adagiamo sopra il secondo disco.
Il nostro piatto è pronto!

Alla prossima ricetta Simona💓
Per essere sempre aggiornato sulla prossima ricetta seguici su @salutebenessere

martedì 14 aprile 2020

PANGOCCIOLI HOMEMADE

Ciao a tutti eccoci con una nuova ricetta! Votata sulle storie di Ig!


Ig: @salutebenessere

AVVERTIMENTO: NON È UNA RICETTA LIGHT!
Ma ogni tanto possiamo toglierci lo sfizio per un'ottima colazione 😋

INGREDIENTI
20gr di lievito di birra
1kg di farina 00
250ml di latte
1 bustina di vanillina
4 uova
100gr di zucchero
1 cucchiaino di sale
220gr di burro
150gr di gocce di cioccolato fondente

PROCEDIMENTO
Iniziamo con la preparazione del PREIMPASTO con mezzo bicchiere di latte tiepido in cui sciogliere 20gr di lievito di birra e
Aggiungere 100gr di farina 00. Si formerà un lievitino molto molle.

Copriamo con pellicola nel forno spento e lasciamo lievitare per circa 40min.

PREPARAZIONE IMPASTO

Mentre il nostro lievitino cresce, prepariamo l'altro  impasto con 4 uova, 100gr di zucchero 1 bustina di vanillina, iniziamo a mescolare e aggiungiamo a filo i 200ml di latte, 1 cucchiaino di sale e poco alla volta i restanti 900gr di farina 00.

A questo punto inseriamo il lievitino precedentemente creato e impastiamo energicamente.
Infine, Aggiungiamo 220gr di burro sciolto.

Una volta che il tutto si è assorbito, Aggiungiamo le gocce di cioccolato. 

Facciamo lievitare coperto con pellicola per 4 ore. Dopo di che, possiamo creare le nostre palline e le posizioniamo su teglia già con carta forno ben distanziate.

 Per fare le palline e modellare l'impasto ci sporchiamo le mani con olio di semi o d'oliva.

Facciamo lievitare circa 3 ore.
Infine, inforniamo a 180°C per circa 15 min ma bisogna controllare spesso il forno! Dovranno diventare leggermente dorate.
Alla prossima ricetta Simona ❤️

sabato 4 aprile 2020

CREPES DI SPINACI SENZA FARINA - ALIMENTAZIONE SANA

Ciao a tutti!
Eccoci con una nuova ricetta sana e Light da usare come pranzo o cena sfizioso!




INGREDIENTI
100gr di farina di ceci o farina di legumi in generale
1 bicchiere e mezzo di acqua circa 180ml di acqua
100gr di spinaci già bolliti
1 cucchiaino di lievito (dolci non vanigliato o bicarbonato)
Sale q.b

FARCITURA
Philadelphia Light
Petto di pollo grigliato

PREPARAZIONE x 5 crepes
Oggi utilizzeremo un bimby o robot da cucina. Per prima cosa (se come me non avevate la farina di legumi) andiamo a crearla.
Io avevo a disposizione dei legumi misti secchi (piselli, fagioli e ceci).
Laviamo i 100gr di legumi sotto acqua corrente e li versiamo poi nel nostro robot da cucina con lame. Tritiamo a velocità 2 per circa 5 min ovvero fin quando non si sono ridotti a polvere.
Dopo di che, inseriamo nel bimby 100gr di spinaci, 180ml di acqua, lievito e una manciata di sale.
Tritiamo ancora a velocità 1 per altri 3 min.
Il composto deve essere cremoso e un po' liquido.

Prendiamo adesso, un pentolino antiaderente e lo ungiamo con un po' di olio d'oliva.

Versiamo un mestolo abbondante di composto e cerchiamo di livellare l'impasto. Cuociamo 2 min per lato e farciamo poi con Philadelphia e un po' di pollo grigliato oppure con prosciutto e Philadelphia o scamorza.

Alla prossima ricetta, Simona💓